https://www.ercolefragasso.it/2025/05/15/bruno-giordano-maglia-numero-nove-piedi-e-testa-da-numero-10/
Di seguito un’estratto dell’intervista
Recentemente sono stati a cena da me dei carissimi amici che abbiamo in comune: Francesco Repice, Marco Lollobrigida, Guido Ugolotti, Renato Miele, Fortunato Torrisi ed un ragazzaccio di nome Ivo Stefanelli ed abbiamo parlato, tra l’altro, anche di te. Un aggettivo per ciascuno di loro.
Tutti grandi amici e persone bravissime. Francesco Repice è una grande macchina da guerra, non sbaglia niente è uno che sa di calcio, lo mastica bene lo racconta altrettanto bene non va dietro a quello che dicono gli altri ma dice quello che gli passa per la testa, è fantastico. Marco Lollobrigida è un grande professionista, un grande lavoratore, stiamo parlando di top a casa tua ahahah. Marco sa fare il suo lavoro ed io ho avuto la fortuna farci gli “Europei” e spero, a questo punto, di poterci fare il Mondiale il prossimo anno. Guido Ugolotti è stato un avversario soprattutto nei primi anni quando c’era questo settore giovanile tra Roma e Lazio di grande livello, eravamo su sponde opposte, noi avevamo Manfredonia. Di Chiara, Agostinelli, c’ero io, loro avevano Guido, D’Aversa, Sella, oltre a Bruno Conti, Agostino. Insomma, sia loro che noi eravamo forti e c’era una bella rivalità. Sì, sì, bravo pure Guido. Renato Miele è statala mia vittima per anni, pretendevo sempre troppo, forse, da lui e infatti ogni volta che lo vedo (ndr sono stato testimone almeno due volte) gli chiedo scusa perché poi rivedendo i difensori di oggi posso dire che giocherebbe titolare in qualsiasi squadra. Renato è un ragazzo veramente a modo, un ragazzo che dava tutto in campo, un marcatore arcigno eppure noi gli chiedevamo sempre di più. Fortunato Torrisi non esprimeva tutte le sue qualità la domenica perché ti assicuro che fino al sabato era un fenomeno, era un giocatore fantastico come stile, come modo di giocare sia di destro che di sinistro, di testa, corsa perfetta, oggi sarebbe un centrocampista moderno però forse sotto l’aspetto caratteriale pativa un po’ troppo la partita la domenica. Comunque, un talento che a voi vi ha pure fatto perdere un derby (ndr …e uno scudetto). Su Ivo Stefanelli potrei scrivere un libro, una famiglia fantastica nel cuore di Trastevere, sapessi quanta gente che non poteva mangiare ha sfamato il padre di Ivo che dava pizza, supplì e una birra e invece di portare il conto dava una pacca sulla spalla. Ancora oggi Trastevere porta tanto rispetto alla famiglia di Ivano.